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Archivio per gennaio 2011

29 gennaio 2011 – La Repubblica

31 gennaio 2011 Commenti chiusi

Sicurezza, nel 2010 reati in calo
Il prefetto Tranfaglia: ma aumentano le manifestazioni di disagio e protesta

Bologna – Come per il 2008 ed il 2009, anche l´anno che si è appena concluso ha registrato un calo dei reati denunciati sul territorio della provincia. Il dato emerge dall´analisi sull´andamento dell´ordine e della sicurezza pubblica illustrata ieri dal prefetto Angelo Tranfaglia. Sono 60.541 i delitti nel 2010, a fronte dei 63.478 del 2009 (meno 4,6%). Un calo che si fa più evidente se si considera il territorio provinciale senza il capoluogo (meno 8,2%), con un totale di 25.156 reati. In città, invece, i delitti sono stati 35.385 (meno 1,9%). «Anche quest´anno continua un andamento positivo – commenta Tranfaglia – nel senso di un decremento delle attività criminose», soprattutto quelle più gravi, seppure inferiore agli anni precedenti (meno 12,2% nel 2008 e meno 9,6% nel 2009). Ci si allontana sempre di più dal picco del 2007: generato dall´indulto e dai nuovi ingressi nella Ue. «Il risultato del 2010 è poi abbastanza soddisfacente – sottolineano in Prefettura – soprattutto se si considera il contesto socio-economico complessivo che appare segnato ancora dagli effetti negativi della crisi». Ma, su questo fronte, ancora una volta la capacità delle imprese bolognesi di «innovare e cogliere le opportunità di cambiamento si è rivelata un´arma vincente». Il rapporto segnala anche l´incremento degli stranieri: 44.164, il 12,3% della popolazione bolognese. Tra crisi e tagli ai bilanci pubblici, rileva sempre la Prefettura, sono aumentate le «manifestazioni di disagio e protesta». In particolare le occupazioni abitative di Asia-Rdb e le mobilitazioni degli studenti. Un capitolo a parte è il crimine organizzato: «Questo non è terreno di radicamento – assicura Tranfaglia – ma di tentativi di infiltrazione senza dubbio». Il prefetto ricorda «la presenza documentata di importanti cosche sia calabresi che campane. Ma questo – precisa – è uno degli elementi su cui è forte l´attenzione delle forze dell´ordine e delle istituzioni locali».

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1 fabbraio partecipate tutti/e

31 gennaio 2011 Commenti chiusi

Domani 1 Febbraio presidio contro l’emergenza abitativa

Il 1 febbraio si terrà un presidio in piazza Maggiore alle ore 9:30 per rendere pubblica la condizione degli abitanti della Residenza Irnerio (via palla vicini) e per richiedere all’ amministrazione comunale l’apertura di un tavolo, richiesta già effettuata, a cui il Comune non ha dato risposta.

Associazione Inquilini e Assegnatari (ASIA-USB) Bologna

sfratti e presidi

31 gennaio 2011 Commenti chiusi

Bologna lunedì 31 gennaio 2011

Sfrattata famiglia con bambini
Domani 1 Febbraio presidio contro l’emergenza abitativa

Oggi lunedì 31 gennaio l’ASIA e BolognaPrendeCasa ha organizzato due presidi in occasione di due sfratti per morosità.. Un presidio si è tenuto a San Lazzaro di Savena, dove una famiglia composta da madre e figlio minorenne,sostenuti da un solo stipendio, hanno ottenuto un rinvio. La proprietà , Canard spa, che chiedeva un affitto di 700 euro, aveva richiesto la forza pubblica per eseguire l’accesso. La presenza del sindacato ha permesso di ottenere un rinvio che ci auguriamo serva a mettere in campo una soluzione per la famiglia. Un altro presidio, organizzato insieme al Coordinamento Migranti di Castelmaggiore, si è tenuto a Bologna in viale Aldini, dove la famiglia composta da padre, madre, e due bambini di cui uno nato da una settimana è stata sfrattata dall’alloggio. La proprietà, sig.ra Valeria Del Vecchio, non ha accolto la richiesta della famiglia di rinviare lo sfratto di poche settimane, per permettere che venisse attivata la soluzione.
La situazione abitativa a Bologna è segnata da un’ emergenza crescente e da livelli di precarietà sempre più diffusi. A livello nazionale come a livello locale le politiche sono caratterizzate da un disinteresse verso le esigenze dei lavoratori e dei settori popolari e di contrasto da generosi regali e svendita di suolo ed edifici pubblici a grandi proprietari, agenzie immobiliari e speculatori.
Il Comune di Bologna vede un altissimo numero di sfratti per morosità, e il sistema di gestione dell’emergenza non è in grado di sostenere la richiesta.
Un esempio è la Residenza Sociale Temporanea Irnerio, situata in via Pallavicini. Struttura per immigrati con difficoltà abitative, nella quale si affittano posti letto a 195 euro al mese ma che non riesce a garantire degli standard abitativi degni di questo nome, come ad esempio a causa della cronica mancanza di riscaldamento e acqua calda. Inoltre sempre più ospiti a seguito della perdita del lavoro stanno rischiando di perdere l’alloggio.
Per questi motivi domani 1 febbraio si terrà un presidio in piazza Maggiore alle ore 9:30 per rendere pubblica la condizione degli abitanti della Residenza Irnerio e per richiedere all’ amministrazione comunale l’apertura di un tavolo, richiesta già effettuata, a cui il Comune non ha dato risposta.

Associazione Inquilini e Assegnatari (ASIA-USB) Bologna

no all’accorpamento, difendiamo il fioravanti

30 gennaio 2011 Commenti chiusi

L’istituto professionale Fioravanti, per decisione della provincia, verrà chiuso e accorpato all’istituto tecnico Belluzzi già a partire dall’anno prossimo. Siamo contrari a questa operazione che rischia di complicare ulteriormente la situazione sia per chi studia e lavora al Fioravanti, sia per chi lo fa al Belluzzi.

Il Fioravanti è attualmente dislocato nel centro della città. Tale posizione rende il suo accesso molto più semplice per tutti quegli studenti che arrivando a Bologna dalla provincia, che non sono costretti ad effettuare diversi cambi dei mezzi per arrivare a scuola, cosa che si renderebbe necessaria in caso di accorpamento.

Ciò a cui stiamo assistendo è il tentativo di eliminare tutti gli istituti tecnici e professionali dal centro cittadino che invece di essere un luogo abitabile e accogliente per tutti, deve essere solo una vetrina della ricca Bologna. Si costruisce così una città per cittadini di serie A, e una città per cittadini di serie B.

Per realizzare questo progetto la Provincia non si preoccupa minimamente degli effetti che si possono avere sulla didattica. L’accorpamento rischia infatti di peggiorare l’offerta formativa di entrambe le scuole. Tralasciando il fatto che delle attuali sezioni del Fioravanti ne resteranno solo 1 o 2, gli studenti delle due scuole saranno costretti a dividersi i tempi e gli spazi degli già insufficienti laboratori del Belluzzi.

Il Fioravanti vive da anni una situazione di abbandono di cui sono colpevoli le amministrazioni provinciali. Noi studenti del Fioravanti non vogliamo subire le conseguenze di questi errori. Crediamo sia importante portare avanti la richiesta di non chiudere il Fioravanti e anzi, di aumentarne l’offerta formativa e la qualità del servizio.

I giochi non sono ancora fatti e quello che dobbiamo fare è unire le nostre voci e lottare, manifestare e protestare assieme affinché le nostre scuole non debbano essere sacrificate dalle politiche provinciali il cui unico obiettivo sul piano scolastico sembra quello di “salvaguardare” i bilanci e garantire i licei della “Bologna bene”, senza nessun interesse per professionali e tecnici. Lo stesso obiettivo che sta portando avanti la riforma Gelmini a livello nazionale.

Rivendichiamo davanti alle istituzioni scolastiche e provinciali:
– il diritto a proseguire gli studi nell’Istituto Fioravanti;
-il nostro diritto di costituirci in comitato contro l’accorpamento, a fare assemblee all’interno della scuola senza venire costantemente ostacolati;

COSTRUIAMO MOBILITAZIONI IN DIFESA DEL FIORAVANTI

PER UNA SCUOLA MIGLIORE PER TUTTI

NO ALL’ACCORPAMENTO, NO ALL’ESCLUSIONE

Comitato di difesa Fioravanti
Bologna Prende Casa

per la costruzione dello sciopero generale e generalizzato

25 gennaio 2011 Commenti chiusi

Le fasce popolari stanno pagando la crisi economica, attraverso l’aumento della precarietà sociale, l’attacco ai diritti sul lavoro, la minaccia della disoccupazione, l’emergenza abitativa, lo smantellamento dei servizi pubblici e il restringimento degli spazi di democrazia..

Per far si che non siamo sempre noi a dover pagare la crisi, occorre generalizzare le forme di lotta. E’ necessario collegare le vertenza sui posti di lavoro alle lotte sul territorio.

Oggi viviamo la fine di una fase che a visto l’azzeramento dei diritti e delle garanzie nel mondo del lavoro, prima con un attacco contro i lavoratori meno tutelati e organizzati per arrivare oggi ai lavoratori del pubblico impiego e dell’industria.
Per questo dobbiamo contribuire alla costruzione nelle prossime settimane di uno sciopero generale e generalizzato, che si ponga concretamente il problema di dare risposte adeguate a tutti quei lavoratori, precari e flessibili, che oggi sono il vero settore di massa del mondo del lavoro.

Costruire uno sciopero generale e generalizzato vuol dire avere la capacità di organizzare il precariato sociale, partendo dal lavoro cosi come dal territorio, sia esso legato ai movimenti di lotta per la casa, i servizi, i giovani e i migranti.

Uno sciopero indipendente, che rompa con la concertazione di ieri e con la complicità di oggi, meccanismi che hanno reso corresponsabili CGIL-CISL-UIL di questa situazione di precarietà diffusa. Il mondo del sindacalismo di base e i movimenti x il diritto all’abitare stanno lavorando per la costruzione di un vero sciopero generale e generalizzato.

Generazione precaria in lotta
Per lo sciopero generale e generalizzato

Bologna Prende Casa

belluzzi e fioravanti

17 gennaio 2011 Commenti chiusi

Belluzzi e Fioravanti…una sola lotta!!!!

Siamo gli studenti dell’ istituto professionale Fioravanti, istituto che, per decisione della Provincia, verrà chiuso e accorpato all’istituto tecnico Belluzzi già a partire dall’anno prossimo. Anche noi studenti del Fioravanti siamo contrari a questa operazione che rischia di complicare ulteriormente la situazione sia per chi studia e lavora al Fioravanti sia per chi lo fa al Belluzzi.
Il Fioravanti è attualmente dislocato nel centro della città. Tale posizione rende il suo accesso molto più semplice per tutti quegli studenti che arrivando a Bologna dalla provincia, non sono costretti ad effettuare diversi cambi dei mezzi per arrivare a scuola, cosa che si renderebbe necessaria in caso di accorpamento.
Ciò a cui stiamo assistendo è il tentativo di eliminare tutti gli istituti tecnici e professionali dal centro cittadino che invece di essere un luogo abitabile e accogliente per tutti, deve essere solo una vetrina della ricca Bologna. Per realizzare questo progetto la Provincia non si preoccupa minimamente degli effetti che si possono avere sulla didattica. L’accorpamento rischia infatti di peggiorare l’offerta formativa di entrambe le scuole. Tralasciando il fatto che delle attuali sezione del Fioravanti ne resteranno solo 1 o 2, gli studenti delle due scuole saranno costretti a dividersi i tempi e gli spazi degli già insufficienti laboratori del Belluzzi.
Il Fioravanti, scuola che negli anni passati si distingueva per la preparazione che era in grado di dare agli studenti, vive da anni una situazione di abbandono di cui sono colpevoli le amministrazioni provinciali. Noi studenti del Fioravanti non vogliamo subire le conseguenze di questi errori. Crediamo sia importante unire la nostra richiesta di non chiudere il Fioravanti e anzi, di aumentarne l’offerta formativa e la qualità con la giusta opposizione all’accorpamento che stanno portando avanti studenti, genitori e docenti dell’istituto Belluzzi giustamente preoccupati per un peggioramento qualitativo del servizio scolastico.
I giochi non sono ancora fatti e quello che dobbiamo fare è unire le nostre voci e lottare, manifestare e protestare assieme affinchè le nostre scuole non debbano essere sacrificate dalle politiche provinciali il cui unico obiettivo sul piano scolastico sembra quello di “salvaguardare” i bilanci e garantire i licei della “Bologna bene”, senza nessun interesse per professionali e tecnici.

Per una scuola migliore e di tutti
No all’accorpamento!

Comitato difesa Fioravanti
Bologna Prende Casa

Sfratto bloccato, 12 attivisti denunciati

14 gennaio 2011 Commenti chiusi

14 gennaio 2011, Bologna

Oggi venerdì 14 gennaio l’ASIA e Bologna Prende Casa hanno organizzato un presidio per bloccare lo sfratto di una famiglia a San Lazzaro di Savena, Bologna. La famiglia, costituita da cinque persone sostenuta da un solo reddito (da tempo in cassaintegrazione) ormai da mesi non riusciva più a sostenere i 700 euro d’affitto che gli venivano chiesti. Il presidio con grande determinazione ha ottenuto il rinvio dello sfratto.
Ribadiamo la necessità di un blocco degli sfratti per morosità a livello nazionale per fermare l’emergenza abitativa che si sta creando, e che ormai da tempo ha investito anche la provincia di Bologna. Intervenire sull’emergenza vuol dire anche bloccare le svendite di territorio e immobili alla rendita, ai grandi proprietari immobiliari e destinare patrimonio a chi perde la casa e non può permettersi un affitto o un mutuo.

Al termine del presidio sono stati denunciati 12 attivisti, tra cui la coordinatrice regionale dell’Associazione Inquilini e Assegnatari per resistenza e interruzione di pubblico servizio. Questo succede grazie alle politiche abitative e sociali di una giunta di centro-sinistra, che ha rifiutato un confronto con l’associazione inquilini, e che addirittura ha negato il diritto del nucleo famigliare di conoscere le intenzioni dei servizi sociali in merito all’eventuali soluzioni abitative, che ha proposto di “deportare” il nucleo a Ravenna!
Respingiamo questa logica che vuole criminalizzare chi lotta per difendere la casa, il lavoro, la dignità, mentre si versano lacrime di coccodrillo quando la precarietà abitativa si tramuta in tragedia.

Associazione Inquilini e Assegnatari (ASIA-USB)

presidio x la tunisia

14 gennaio 2011 Commenti chiusi

Solidarietà con il popolo tunisino e algerino
Contro il neo-colonialismo e la dittatura

sabato 15 gennaio ore 15.00
piazza nettuno Bologna

In questi giorni il popolo tunisino e algerino si stanno ribellando contro i propri regimi. In Tunisia, come in Algeria, ci si ribella contro l’aumento dei prezzi degli alimentari, la mancanza di case e la disoccupazione; una povertà che è il frutto dell’espropriazione e dello sfruttamento dell’imperialismo e delle borghesie asservite di quei paesi. Non a caso UE ed Usa sostengono questi regimi spacciandoli per “stati democratici”. Questo è evidenziato -oltre che dalla reazione stragista del regime- dalla preoccupazione con cui seguono lo sviluppo degli avvenimenti le potenze occidentali; in primo luogo l’Italia di cui Ben Alì è stato storicamente uno strumento e partner economico, a partire dalla sua presa del potere nel 1987 con un colpo di stato, organizzato in diretto collegamento con i servizi segreti italiani e l’allora Primo ministro Craxi morto latitante in Tunisia per sfuggire alle condanne emesse contro di lui dalla magistratura italiana. Lo scontro, in Tunisia, ha ormai raggiunto drammatici livelli: circa 70 morti tra i manifestanti, arresti selezionati di comunisti e sindacalisti. Il criminale regime fantoccio del sanguinario Ben Alì sta mostrando il suo vero volto..
Dopo anni di emigrazione da quei paesi l’Europa chiude le porte della speranza per migliaia di giovani negandogli un futuro diverso. Affamati dai propri governi, schiavi nei paesi di immigrazione, il popolo ha deciso che è giunta l’ora di cambiare.
La lotta dei giovani, dei disoccupati, dei lavoratori maghrebini, le loro rivendicazioni sono le nostre, in Maghreb cosi come in Italia.

Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Partito della Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti, Bologna Prende Casa,
USB-Immigrati, Coordinamento Migranti di Castel Maggiore

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W la lotta dei giovani e dei lavoratori tunisini e algerini

12 gennaio 2011 Commenti chiusi

PANE LAVORO E LIBERTA’
CONTRO I GOVERNI CORROTTI E FILO-COLONIALISTI TUNISINI E ALGERINI

In Algeria e in Tunisia è esplosa la rivolta. Il tentativo dei governi e dei padroni di far pagare il costo della crisi sugli strati più poveri della popolazione e su un’ intera generazione che si vede privata del proprio futuro, si scontra con la resistenza dei popoli anche nei paesi del Maghreb.
Dopo anni di rapina delle risorse dei propri paesi, di immigrazione e umiliazione, di fronte all’ennesimo aumento dei generi di prima necessità e alla disoccupazione dilagante, i popoli algerino e tunisino hanno detto basta.
La loro rivolta ci appartiene perché nasce dallo stesso bisogno di rispondere alla crisi dei padroni con chiare e precise rivendicazioni che pretendono PANE, LAVORO E LIBERTA’, per una Tunisia e Algeria democratica e popolare.

Un grido di rabbia contro questo sistema di ingiustizie e privazioni che ci vede costretti a lasciare le nostre case, a farci sfruttare e vivere in mezzo a una strada si sta sollevando da tutto il mediterraneo. Questo grido entra e si rafforza nelle nostre città nelle quali la ricchezza e il benessere sembra sempre più appartenere a pochi privilegiati. C’è una generazione di precari, cassaintegrati, disoccupati che ormai non ne può più ed è pronta a mettersi in gioco e a lottare per rivendicare il proprio diritto a un futuro migliore.

CASA REDDITO DIRITTI X TUTTI/E
PERCHE’ IL FUTURO CI APPARTIENE

Bologna Prende Casa

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nuova occupazione scolastica

3 gennaio 2011 Commenti chiusi

Bologna Prende Casa esprime solidarietà e pieno appoggio agli studenti delle scuole superiori di Bologna che questa mattina hanno occupato il liceo Copernico.

Nonostante l’approvazione della famigerata “riforma Gelmini”, gli studenti sono riusciti a proseguire la mobilitazione, dimostrando e sottolineando che quello che è in gioco oggi è il futuro di una generazione che i poteri forti vogliono precaria, senza diritti e senza voce.
Le vicende di questi mesi ci hanno insegnato che solo la lotta e
l’organizzazione sono gli strumenti per rivendicare i propri diritti e il
proprio futuro.
Dai posti di lavoro, alle scuole ai quartieri, generalizzare le lotte per non pagare la crisi.

partecipiamo tutti/e alla Assemblea cittadina che si terrà dentro al
liceo occupato domani alle 17:30

bologna prende
casa-reddito-diritti-saperi

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