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Archivio per la categoria ‘Iniziative Bologna Prende Casa’

casapoli/affittopoli a bologna 2

11 novembre 2011 Commenti chiusi

casapoli/affittopoli a bologna

11 novembre 2011 Commenti chiusi

10 novembre ore 15.00: CASOPOLI

9 novembre 2011 Commenti chiusi

Casopoli
Il gioco di piazza del movimento di lotta per la casa

Domani 10 novembre alle ore 15.00 in piazza maggiore davanti al Comune di Bologna, si gioca a –CASOPOLI- il gioco di piazza per raggiungere la casa popolare tra mille imprevisti, dalla precarietà allo sfratto, dal caro affitti alla mancanza di edilizia pubblica.
Invitiamo tutti a partecipare!

Bologna Prende Casa

presidio davanti Equitalia Non paghiamo gli usurai!

6 ottobre 2011 Commenti chiusi

Mentre continua a crescere il numero degli sfratti per morosità, cosi come il numero delle famiglie insolventi al mutuo prima casa che si vedono sequestrare l’abitazione dalla banche e mentre si allunga la lista di richieste per ottenere una casa popolare, le amministrazioni a tutti i livelli, compreso il comune di Bologna, e con accordo bipartisan, stanno progettando di vendere tutto il patrimonio immobiliare per ripianare i bilanci. Vendere patrimonio pubblico significa peggiorare le condizioni di tutti coloro che oggi stanno pagando una crisi che non hanno creato e che si trovano in emergenza abitativa. I beni comuni ci appartengono e devono rimanere a beneficio di tutti
Contro la politica dei sacrifici imposta in nome di un debito sovrano, rispondiamo che noi quel debito non lo paghiamo!

Per questi motivi il movimento per il diritto all’abitare partecipa alle mobilitazioni del 7 ottobre in vista della mobilitazione internazionale del 15 ottobre.

domani venerdi 7 ottobre

-Presidio alle ore 11, piazza Liber Paradisus davanti alla sede di Equitalia.

-Manifestazione contro il sacco di Bologna concentramento ore 19.30 da Piazza Liber Paradisus a piazza Maggiore,

Bologna Prende Casa
ASIA-USB

Bologna 1 ottobre Presidio Itinerante

30 settembre 2011 Commenti chiusi

troppe persone senza casa, troppe case senza persone

Il problema abitativo sta assumendo a Bologna proporzioni mai viste. Sempre più persone sono condannate a condizioni di precarietà per l’impossibilità ad accedere ai carissimi affitti o ad accendere mutui. Anni di politiche bipartisan tese a vendere e depotenziare l’edilizia pubblica e le case popolari hanno reso questo strumento inadeguato a risolvere il problema dell’emergenza abitativa.
Di fronte a questo esistono in tutta Bologna migliaia di alloggi e stabili interi inutilizzati. Da una parte stabili di proprietà privata, lasciati vuoti secondo il meccanismo della rendita per far aumentare i prezzi degli affitti, dall’altro lato migliaia di immobili pubblici, in questi anni abbandonati al loro destino, che ora il Comune cerca di vendere per battere cassa e ripianare i buchi nel Bilancio.
Il problema e la soluzione sono sotto gli occhi di tutti: troppe persone senza casa, troppe case senza persone. È necessario utilizzare il patrimonio pubblico per dare una casa a chi non ce l’ha, e requisire il patrimonio privato inutilizzato.
Per questo il movimento di lotta per la casa invita tutti a partecipare al Presidio Itinerante Sabato 1 Ottobre ore 16.30 appuntamento davanti all’ex clinica Beretta in via XXI Aprile n.15., presidio che di sposterà per la città andando a sanzionare gli stabili lasciati vuoti e in mano alla speculazione.
Questa è inoltre una scadenza che vuole essere parte del percorso di costruzione della manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 15 ottobre, data internazionale di rabbia e indignazione di chi oggi sta pagando una crisi che non ha creato attraverso la precarietà lavorativa, abitativa, l’attacco ai diritti e al futuro.

Bologna Prende Casa

bolognaprendecasa.noblogs.org
bolognaprendecasa@autistici.org

presidio 26 settembre

26 settembre 2011 Commenti chiusi

Anche il movimento per il diritto all’abitare oggi 26 settembre in presidio ore 15.30 piazza Maggiore in occasione del consiglio comunale straordinario sul welfare.
La difesa del welfare cittadino dall’educazione alle case popolari è patrimonio di tutti coloro che si battono per i beni comuni. Per questo oggi anche il movimento per il diritto all’abitare sarà presente al presidio già indetto dagli educatori di nidi e cooperative. Non saremo complici di una giunta che sta immaginando di chiudere il bilancio “in pari” grazie alla vendita del patrimonio immobiliare pubblico, affermando che è meglio vendere le case popolari agli inquilini piuttosto che chiudere gli asili. Il preoccupante tentativo di opporre interessi dei lavoratori, dell’utenza e di chi è in sofferenza abitativa deve essere fermato. Oggi i lavoratori, i precari, i disoccupati e tutti coloro che stanno pagando una crisi che non hanno creato sono dalla stessa parte contro i profitti, la speculazione e la rendita, e contro tutti coloro che difendono il privilegio dei soliti noti.

bologna prende casa

6 settembre x il diritto all’abitare

4 settembre 2011 Commenti chiusi

Bologna martedì 6 settembre ore 9.00 in piazza XX Settembre

A fronte di una crisi che sta colpendo le condizioni abitative di migliaia di persone in tutta la Regione, così come sul resto del territorio nazionale, il governo, recependo i diktat dell’Unione Europea, sta discutendo una manovrale che si tradurrà in un ulteriore attacco ai settori che in questi anni stanno già pagando a caro prezzo le conseguenze della crisi.
Dopo oltre venti anni di politiche volte a favorire la rendita e i grandi proprietari assistiamo alla crisi del mercato del “mattone”, che i vari Piani Casa non sono riusciti a nascondere.
Così come molte altre Regioni, oggi l’Emilia Romagna vede l’esplosione dell’emergenza casa, fenomeno spesso collegato alla perdita del lavoro, all’erosione del reddito e del potere d’acquisto, alla carenza di alloggi popolari. Solo nel 2010 L’Emilia Romagna ha guadagnato il terzo posto sul podio nazionale degli sfratti, che sono stati 7.054, a cui si sommano migliaia di insolventi al mutuo prima casa. L’unica ricetta proposta da governo e opposizione è la vendita di tutto il patrimonio demaniale che si tradurrebbe nella privatizzazione di ampie superfici di territorio nazionale ovvero in consumo di suolo con cementificazioni selvagge, aumento dei costi delle abitazioni e in un assetto urbanistico fatto di ghetti da un lato e quartieri “di lusso” dall’altro.
E’ necessario quindi un totale cambio di passo che non assoggetti i beni comuni al profitto di pochi tramite svendite e privatizzazioni, ma che utilizzi il patrimonio pubblico per i bisogni dei giovani, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori tutti

Per questi motivi, come movimenti per il diritto all’abitare aderiamo alla piattaforma dello sciopero indetto dal sindacalismo di base e diamo appuntamento a Bologna martedì 6 settembre ore 9.00 in piazza XX Settembre, come prima data di un autunno che necessita una forte risposta alla macelleria sociale che i poteri forti di questo paese vogliono imporre.

Bologna Prende Casa
Diritti in casa Parma

corteo al quartiere navile

13 luglio 2011 Commenti chiusi

tante case vuote
e la gente è per la strada

Si è svolto ieri il primo presidio itinerante nel quartiere navile che ha toccato alcuni luoghi della rendità e della speculazionesi. Il presidio si è trasformato in corteo da via ferrarese, a via donato creti fino a piazza dell’Unità. Al corteo hanno partecipato famiglie in emergenza abitativa, pracari e disoccupati. Il movimento di lotta x la casa nei prossimi giorni organizzerà un sencondo presidio itinerante contro gli spazi della rendità e della speculazione, per dare voce a chi oggi è in emergenza abitativa contro chi crea l’emergenza.
PER UNA BOLOGNA FONDATA SUI BENI COMUNI
PER IL DIRITTO ALL’ABITARE PER TUTTI/E

l’emergenza abitativa non va in vacanza!

12 luglio 2011 Commenti chiusi

L’EMERGENZA ABITATIVA NON SI FERMA
RIPRENDIAMOCI GLI SPAZI

Dopo aver ottenuto il blocco degli sfratti in Acer per l’estate, non si ferma la mobilitazione di chi a Bologna vive in prima persona l’emergenza abitativa. Seppur necessarie, le misure temporanee non porteranno soluzione al problema se non si saprà intervenire in modo decisivo sul lungo periodo. E’ importante che l’amministrazione riconosca i nodi strutturalii che hanno portato a questa emergenza sul territorio bolognese:
un patrimonio di oltre 10.000 appartamenti vuoti in città
più di un decennio con ZERO investimenti nell’edilizia popolare
1 famiglia su 4 è in difficoltà
vi sono 3.500 sfratti esecutivi per morosità, e a fronte di 10.000 domande per le case popolari, solo 400 in media all’anno vengono accettate.

Oggi mappiamo il QUARTIERE NAVILE per indicare lo scempio al quale ci obbligano ad assistere, al quale ci hanno abituati anestetizzando il nostro dissenso con l’illusione di poter vivere ancora il sogno del grande welfare emiliano: mentre i lavoratori sono costretti a fare i salti mortali per arrivare a fine mese, per pagare il mutuo o l’affitto, gli speculatori tengono vuoti gli spazi, nella speranza ben riposta di alzare i prezzi di mercato, con un’amministrazione finora compiacente che non ha fatto pressioni per regolamentare un simile scempio. Dai 26 edifici all’interno degli 11 ettari della CASERMA SANI, sottratti al pubblico e offerti ai privati grazie alle aste pensate dall’allora assessore Merola, agli enormi spazi vuoti delle ex fabbriche di VIA CRETI, assistiamo alla mancata volontà di reinvestire per il bene comune e all’incapacità di risolvere i problemi delle fasce più deboli con una gestione intelligente delle risorse a disposizione. Nella crisi, l’unica alternativa per uscirne senza le ossa rotte dei più come prezzo da pagare per le ancora maggiori ricchezze accumulate da pochi, starà nel ridisegnare i contorni del futuro sulla base degli interessi collettivi.
Solo invertendo queste tendenze si potrà mettere mano alla sostanza di un problema che investe fasce sociali sempre più ampie in modo trasversale. Una minaccia, quella di perdere il tetto sopra la testa, che non esclude nessuno e che non fa distinzioni di razza, età o religione: italiani e stranieri, occupati e disoccupati, cassintegrati e precari, tutti accomunati dalla stessa emergenza. Minimo denominatore comune: lavoratori in crisi che non hanno voce nella stanza dei bottoni
Solo appoggiandoci a solide fondamenta di lotte sociali per gli interessi di tutti (dai presidi antisfratto ai referendum per la salvaguardia del patrimonio pubblico, dalle autoassegnazioni popolari alla difesa del territorio come in Val di Susa), potremo tornare a ripararci sotto un tetto comune!

Solo organizzandoci assieme potremo far fronte a una battaglia che riguarda noi tutti!
Per una Bologna dei beni comuni!

Bologna Prende Casa
http://bolognaprendecasa.noblogs.org/

assessore politiche abitative

20 giugno 2011 Commenti chiusi

lunedi 20 giugno bologna

l’assessore alle politiche abitative incontra il movimento di lotta x la casa

Si è tenuto stamattina l’incontro previsto tra l’assessore alle politiche abitative Riccardo Malagoli e una delegazione del movimento di lotta per la casa composta da AS.I.A.-USB, Bologna Prende Casa e un rappresentante degli occupanti. La delegazione ha illustrato una serie di proposte relative all’emergenza abitativa a partire dal tema degli sfratti per morosità incolpevole, da attuare fino a quando non sarà possibile mettere in campo un vero e proprio piano abitativo straordinario:
– un tavolo inter-istituzionale, con la partecipazione delle parti sociali, che veda fra i protagonisti la prefettura
– il reperimento di alloggi, anche all’interno del patrimonio privato, per collocare le famiglie che oggi si trovano in emergenza abitativa.
-il blocco degli sfratti all’interno del patrimonio ERP
L’assessore ha dato la disponibilità a convocare in tempi brevi il tavolo con la prefettura e per il 15 luglio un ulteriore tavolo dove presenterà le prime risposte dell’Amministrazione. C’è inoltre l’impegno a svolgere una ricognizione con l’assessorato ai servizi sociali per identificare tutte quelle situazioni che nell’ordinario non trovano risposta e una verifica con ACER, impegnandosi a non sfrattare dall’ERP fino a quando non sarà terminata.
L’emergenza abitativa è sicuramente il risultato della crisi economica che migliaia di famiglie stanno pagando, ma è anche il risultato di anni di politiche che hanno visto messo al centro costruttori e grandi proprietari e non gli interessi degli inquilini. Riteniamo quindi che l’amministrazione debba far fronte al tema dell’abitare facendo delle scelte radicali e concrete in netta rottura con ciò che abbiamo conosciuto fino ad oggi.

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bologna prende casa