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Archivio per ottobre 2009

nuova occupazione a Rimini

27 ottobre 2009 Commenti chiusi

altCasa Cantoniera Zora è una risposta alla crisi che si abbatte su studenti e lavoratori precari in questa città.
Casa Cantoniera Zora è l’ espressione massima organizzata che si attiva per affrontare questo momento difficile che vivono gli studenti e i lavoratori in questo territorio. Nasce dall’ esigenza reale di avere una casa in un contesto di crisi economica che vede sempre più lavoratori cassaintegrati e affitti che arrivano a superare i 300 euro mensili per una camera singola. E’ alimentata dagli studenti del collettivo BLACKSHEEP e dai Precari della nostra città.
Casa Cantoniera Zora è una risposta alla nostra Università incapace di aiutare gli studenti che combattono contro il problema del caro affitti, non crea uno sportello di aiuto e supporto ma al contrario alimenta il mercato nero di case e posti letto. Delega ed appalta a ditte esterne in combutta con l’ Università la problematica affitti/ studentati, arrivando ad affittare camere singole a prezzi stratosferici, alimenta il mercato nero generato dai privati che affittano scantinati e seconde case fatiscenti in condizioni igienico sanitarie disumane.
Casa Cantoniera Zora è una risposta alla nostra Amministrazione Comunale che non prevede un piano strategico regolatore di aiuto a tutte quelle famiglie italiane e non solo, che ormai da anni sono in attesa di assegnazione di una casa popolare. Al contrario, si continua ad incentivare la creazione di edilizia privata e si spediscono le famiglie in difficoltà a vivere nei “residence” in attesa di assegnazione di un alloggio popolare. Inoltre la politica adottata da ACER non è altro che una “scenografia”, serve a mascherare la mancanza di una vera politica di aiuto a chi non riesce a pagare un affitto privato perché senza lavoro o in cassa integrazione.
Casa Cantoniera Zora é contro la rendita, i palazzi sfitti, le case vuote e il piano casa del governo che ci vuole far dormire nella veranda condonata dei nostri genitori. Casa Cantoniera Zora è il punto più alto della città, quello della rottura degli schemi che ci vogliono ospiti, precari, clandestini. Casa Cantoniera Zora da oggi è in periferia, ma presto sarà in tutta la città. Casa Cantoniera Zora da oggi è una casa autogestita, comune, che nasce dal desiderio di autonomia dei giovani studenti e precari della città di Rimini. Uno stabile strappato al degrado e restituito alla città.
Se legalità significa poter affittare in nero, arricchirsi con la rendita, versare quasi l’ intero stipendio per un affitto o per un mutuo, aspettare dieci anni in graduatoria per avere una casa popolare, andare a vivere nelle frazioni per potersi permettere una casa, espellere i ceti popolari e precari tramite la creazione di aree di lusso, allora, siamo fieramente illegali!
Non è stato tolto nulla a nessuno, la casa Cantoniera è sfitta dal 2004, alienata dal 2006 e nessuno è in attesa di entrarvi e tanto meno procederne all’ acquisto. E’ stato solo praticato un diritto. Proprio per questo diffidiamo chi di dovere, dal gestire le occupazioni come un problema di ordine pubblico, ignorando quello che sono realmente, l’ espressione di un problema politico e sociale.
L’ occupazione della casa deve portare inevitabilmente al confronto con le istituzioni, siano esse politiche, religiose o laiche. Deve essere un punto di partenza da dove si può cominciare a costruire una nuova forma di Welfare Sociale che nasce dal basso, condividere questa nuova soggettività con chi in questo territorio, rappresenta l’ interlocutore politico, religioso o laico. Chiediamo di aprire un dibattito serio e programmatico che miri a tutte quelle soggettività collettive o singole che in questo contesto di crisi economica non hanno la forza di reagire. Chiamiamo in causa la provincia, proprietaria dell’ immobile ad un confronto diretto sulla futura gestione ad uso abitativo dello stabile . Ne reclamiamo l’ utilizzo e ci proponiamo come soggetto unico che riporterà in vita la struttura, c’ impegneremo affinché questo stabile non sia più classificato “zona degradata”. Il lavoro che verrà apportato per rendere la struttura agibile può più che bastare a pagarne il canone di affitto.
Chiediamo un confronto con le figure politiche locali affinché si riesca a collettivizzare l’ iniziativa portata avanti dagli studenti e dai precari riminesi.
Rispondiamo alle parole di Monsignor Lambiasi e ne elogiamo il comunicato, soprattutto quando parla di crisi dell’ istruzione e deriva culturale cittadina. Sarebbe bello aprire un dibattito e cercare tutti insieme nuove forme sociali condivise, soprattutto nella misura in cui questo stato di malessere è presente su diversi strati sociali.
Ci rivolgiamo a tutta la cittadinanza e chiediamo di non abbassare lo sguardo, a non fingere che questo periodo brutto di crisi dell’ economia, dei valori sociali e dell’ indifferenza verso il più debole ci porti allo scontro fra di noi, noi siamo cittadini come voi che cercano di lavorare, di studiare e di crearsi un futuro, paghiamo le tasse, facciamo spesa al supermercato e ci mettiamo in coda alla posta. Abbiamo trovato il coraggio d’ infrangere la legge perché proprio chi ci governa ci ha costretti a farlo. Ora siamo qui, non abbiamo nulla da perdere ma tutto da guadagnare.

collettivo BLACKSHEEP-Rimini

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Le conseguenze dell’emergenza abitativa sul territorio bolognese

25 ottobre 2009 Commenti chiusi

alt25 ottobre 2009 Bologna

Ieri 24 ottobre una ragazza si è buttata dalla finestra del comune di Budrio (Bo) in mancanza di soluzioni chieste a seguito dello sfratto che ha colpito la sua famiglia.

Questo gesto estremo segna in modo drammatico l’affermarsi dell’emergenza abitativa nella provincia di Bologna. L’esistenza di questa stessa emergenza nella città di Bologna è purtroppo ormai realtà palese e dilagante al di là dei suoi confini amministrativi. La miope politica abitativa che viene portata avanti da diversi anni unita al recente acuirsi della crisi sta dando i suoi risultati, sono ormai svariate migliaia le famiglie che a fatica riescono a pagare un affitto, e fra queste molte sono già impossibilitate a farlo e devono affrontare le conseguenze di uno sfratto. L’assenza di risposte da parte delle amministrazioni è fino ad oggi omogenea su tutto il territorio. Il primo tentativo di ogni amministrazione non è quello di rimuovere il problema, ma di rimuovere chi ha il problema. Se i nuclei famigliari non sono autoctoni si consiglia di tornare nel proprio luogo di origine, questo vale sia per nuclei italiani che stranieri. Se si ha una famiglia si pretende che debba essere questa a doversi assumere l’onere della soluzione. Così si fa pagare questa crisi ai settori popolari. La logica di espulsione del disagio non fa che “scaricare il barile” su qualcun altro, sottraendosi ai propri compiti e responsabilità.
Il dilagare dell’emergenza abitativa impone la ricerca di soluzioni che vadano al di là del singolo comune e del singolo quartiere. E’quindi l’amministrazione regionale ad essere chiamata in causa, per la realizzazione di un nuovo piano casa popolare che tuteli lavoratori, precari e disoccupati colpendo e sanzionando la rendita. Un piano casa popolare vuol dire requisire alloggi privati sfitti e rilanciare l’edilizia pubblica residenziale.
Perché la disperazione non moltiplichi gli atti di autolesionismo occorre che gli inquilini si organizzino per difendersi dagli sfratti e cioè dal caro affitti. Rilanciamo quindi ogni forma di resistenza dai picchetti anti-sfratto all’occupazione dei tetti delle case sotto sgombero.

AS.I.A.-RdB Bologna

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sciopero generale 23 ottobre manifestazione nazionale a Roma

18 ottobre 2009 Commenti chiusi

Cub, Cobas e SdL hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore di tutti i lavoratori pubblici e privati per il 23 ottobre.

Le organizzazioni di base ritengono indispensabile una forte risposta

alla valanga di licenziamenti in corso,

ai massicci tagli alla scuola pubblica con l’espulsione in massa dei precari,

alla chiusura di aziende,

alla ipotesi di gabbie salariali e all’attacco al contratto nazionale che, nella ritrovata unità dei sindacati concertativi, lascia solo il sindacalismo di base a difenderne il carattere unitario e solidaristico;

al tentativo in corso di rendere i lavoratori subordinati ai destini delle aziende,

alla xenofobia e al razzismo che il governo sta spargendo a piene mani.

Generalizzare ed unificare le lotte in corso nella scuola, nelle fabbriche, nelle aziende e negli uffici, sono quindi gli obbiettivi immediati dello sciopero generale che si preannuncia già grande e partecipato.

La articolata piattaforma dello sciopero rappresenta un ampio ed esauriente programma sul quale costruire mobilitazione, lotta, organizzazione e consenso, fornendo un alternativo e concreto strumento in mano ai lavoratori/trici, richiedendo

il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;

aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti/e;

aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita;

cassa integrazione almeno all’80% del salario e reddito per i lavoratori ” atipici”, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati/e;

abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza;

sostegno delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, del riassetto idrogeologico e contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e l’incenerimento dei rifiuti;

messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti, rifiutando la riduzione delle sanzioni per chi causa morti del lavoro, gravi infortuni, malattie professionali;

contro i tagli di posti, classi e orari nella scuola pubblica e contro la legge Aprea;

assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi;

investimenti in un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare, blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi;

diritto di uscita immediata per gli iscritti/e ai fondi-pensione chiusi;

contro l’aumento dell’età pensionabile per le lavoratrici della P.A.;

ritiro della riforma Brunetta;

difesa del diritto di sciopero; fine del monopolio oligarchico di Cgil-Cisl-Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali, contro la pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare;

pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori, rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale/nazionale.

si organizzano pulman da Bologna

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UN ALTRO SFRATTO BLOCCATO!

8 ottobre 2009 Commenti chiusi

alt8 ottobre 2009 Bologna

Un altro sfratto bloccato!

Solo grazie al picchetto anti-sfratto organizzato dagli inquilini dell’AS.I.A.-RdB e dagli attivisti di Bologna Prende Casa è stato impedito l’esecuzione di uno sfratto per morosità ai danni di una famiglia monoreddito composta da padre madre e figlio minore in via Tagliamento. E’ stato ottenuto un rinvio di un mese, tempo che dovrà essere più che sufficiente perché vengano individuate delle soluzioni e perché ogni istituzione, dall’Amministrazione Comunale alla Prefettura si assumano le loro responsabilità, passando dalle parole ai fatti. Parole che hanno visto il riconoscimento dell’emergenza sfratti da parte dell’Assessore alla Casa e la dichiarata disponibilità della Prefettura a trattare il problema. Come Associazione Inquilini e Assegnatari chiediamo che vengano convocati urgentemente dei tavoli fra le parti sociali per risolvere concretamente l’emergenza abitativa. Gli effetti della crisi sono visibili anche sul territorio bolognese con l’aumento della cassa integrazione e della disoccupazione, che hanno conseguenze immediate sul problema abitativo. Lo scontro tra diritto alla casa e rendita si manifesta con sempre più violenza a scapito dei diritti delle fasce popolari. I lavoratori, gli inquilini sono nel giusto e possono ottenere dei risultati quando difendono la propria esistenza con forme di lotta organizzate.
Uscire dall’emergenza abitativa vuol dire affitto calcolato in base al reddito, ovvero incremento dell’edilizia residenziale pubblica. L’ assegnazione di una casa popolare non deve essere più considerato un lontano miraggio, ma deve diventare un diritto.

ASSOCIAZIONE INQUILINI ASSEGNATARI (AS.I.A.-RdB)

Categorie:Sgomberi/Sfratti Tag:

picchetto anti-sfratto

7 ottobre 2009 Commenti chiusi

BOLOGNA 7 OTTOBRE
NUOVO PICCHETTO ANTI SFRATTO A BOLOGNA

E’ previsto per domani il terzo accesso dell’ufficiale giudiziario per eseguire un ennesimo sfratto per morosità ai danni di un nucleo monoreddito di tre persone, padre, madre e figlio minore.
L’emergenza abitativa è ormai una realtà consolidata anche a Bologna, di cui gli sfratti rappresentano solo la punta dell’iceberg. Un’emergenza riconosciuta anche dall’amministrazione, e nello specifico dall’Assessore alla Casa Milena Naldi, attraverso un comunicato di pochi giorni fa. Augurandoci che le dichiarazioni dell’Assessore siano un primo passo per mettere in campo delle soluzioni, all’oggi sta crescendo il numero di persone che subisce lo sfratto e finisce fuori di casa e per le quali non esiste una alternativa al mercato degli affitti privati. Domani quindi l’Associazione Inquilini e Assegnatari organizza un presidio antisfratto in Via Tagliamento 8 ore 8.00, perché impedire lo sfratto è l’unica soluzione per garantire un tetto a questa e ad altre centinaia di famiglie nella stessa condizione.

8 ottobre Picchetto anti-sfratto via Tagliamento n.8 Bologna

ASSOCIAZIONE INQUILINI ASSEGNATARI (AS.I.A.-RdB)

Categorie:Sgomberi/Sfratti Tag: