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ALEMANNO E IL MUTUO SOCIALE

23 Marzo 2009

Abbiamo già avuto modo di affrontare l’argomento, ma gli ultimi sviluppi meritano un ulteriore aggiornamento della questione. Come abbiamo già visto, fra le varie tematiche su cui il neo sindaco impostò a suo tempo la campagna elettorale, una delle principali fu il problema casa. Uno dei problemi principali, più visibili e sentiti dalla cittadinanza romana, che da anni attende una risposta a questa perenne piaga sociale.

Attualmente, al di là degli oltre 10.000 iscritti nelle graduatorie in attesa di una casa popolare, sono circa 50.000 i nuclei in grave emergenza abitativa nella città. E’ chiaro che una campagna orientata a far credere alla gente di risolvere questo problema prometteva i suoi frutti. E infatti così è stato, e oltre al tema sicurezza, proprio il tema della casa ha contribuito in maniera importante all’elezione del sindaco fascista.

Ovviamente, una volta eletto, il problema casa è passato agli ultimi posti dell’agenda politica del sindaco, scavalcato addirittura dalle ordinanze contro i cornettari e le strisce blu. Da aprile nessuno ha più affrontato il problema del diritto all’abitare, della revisione delle graduatorie, della effettività delle graduatorie stesse, insieme agli altri innumerevoli problemi relativi alla casa. L’assenza di una seria politica abitativa d’altronde non è sicuramente imputabile alla sola giunta Alemanno, sodale dei palazzinari tanto quanto tutte le precedenti giunte di centrosinistra che hanno governato Roma nel quindicennio passato.

Detto ciò, le poche volte che il consiglio e la giunta comunale hanno esternato sul problema delle case che mancano e sulle ripercussioni sociali di questo annoso problema, lo hanno sempre fatto nel peggiore dei modi. Infatti l’unica idea che ha il comune su come risolvere la questione è quella del mutuo sociale. E cioè hanno fatto propria l’inutile e dannosa idea di Casapound sulle case di proprietà a prezzi calmierati. Tutta questo lo hanno chiamato “Housing Sociale”, che in tutto il resto d’Europa significa case popolari, mentre qui in Italia significa mutuo sociale mascherato. Mutuo sociale perché vorrebbe affrontare il problema della gente che non riesce a pagare l’affitto strangolata dai ricatti mafiosi dei palazzinari facendo acquistare la casa ad un mutuo che non superi i 400 o 500 euro al mese. Ovviamente è un palliativo che non risolve in nessun modo il problema, oltre a dare ancora di più spazio ai soliti palazzinari che avrebbero carta bianca per costruire nuovi quartieri fuori dal raccordo e in barba ad ogni accordo di programma basato sul piano regolatore.

Detto ciò, in questi giorni Alemanno e i suoi consiglieri si sono addirittura superati smascherandosi definitivamente. Riportiamo uno stralcio di una agenzia stampa :

«Il vicecapogruppo Pdl del Comune di Roma, Luca Gramazio, il delegato allo Sport del Campidoglio, Alessandro Cochi, e il vicepresidente della commissione Politiche Sociali, Ugo Cassone, parteciperanno oggi alle 12.00 a Casapound, in via Napoleone III 8, a Roma, alla presentazione della proposta di delibera consiliare che hanno firmato insieme a Francesco Storace per istituire il mutuo sociale…”

Insomma i nostri fidi consiglieri Gramazio, Cochi e Cazzone non solo non si vergognano di entrare in un posto da cui partono aggressioni, accoltellamenti, pestaggi e quant’altro in giro per Roma. Non si vergognano di entrare in una posto che si richiama esplicitamente al fascismo della peggior specie, intriso di razzismo e xenofobia, intolleranza e prevaricazione, ma addirittura ci entrano per partecipare alle iniziative politiche del posto stesso. Insomma, questo la dice lunga sia sulla linea politica del PDL sia del livello politico di questi personaggi che occupano tutti ruoli rilevanti nella giunta Alemanno.

Senza più mascherarla dietro la copertina del “Social Housing”, ormai il PDL si fa portabandiera delle iniziative dei nazisti di Casapound, senza provare la minima vergnogna nel prendere come modello iniziative politiche di gruppi neofascisti e oltretutto andandone a legittimare la presenza addirittura dentro la loro occupazione.

Sarebbe interessante capire perché questi fedeli servetti di partito sempre pronti a reclamare legalità quando si tratta di occupazioni di sinistra accorrono così gioiosi quando si tratta di entrare dentro posti neofascisti.

Il problema è che con Alemanno sono stati rimessi in libertà tutta una seria di personaggi che vivevano nel sottobosco, nelle fogne della politica, fatta di aggressioni e proposte politiche irricevibili, che per la prima volta trovano uno sdoganamento e una legittimazione istituzionale. Se anche un personaggio come Cazzone può permettersi di parlare e addirittura fare proposte politiche, vuol dire veramente che i tempi sono difficili, che sta mancando qualcosa nel tessuto sociale che non riesce ad opporsi a tutto questo.

Alemanno intanto va avanti con il suo mutuo sociale, i fascisti non sapendo bene come, hanno raggiunto il potere e lo stanno modificando a proprio piacimento. E infatti adesso stanno buoni, le aggressioni sono diminuite, come dire…quando si tratta di spartirsi la torta bisogna sempre accontentare il padrone di casa e mostrarsi democratici e legittimati a stare al tavolo da bravi partecipanti al banchetto. Noi che invece conosciamo bene la loro natura staremo sempre in prima fila a smascherarne gli intrallazzi col potere e le contiguità fra picchiatori e fascisti in doppio petto.

Fonte: blog Militant, 4 marzo 2009

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