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2 agosto chi difende la democrazia?

1 Agosto 2010

Il 2 agosto è una giornata di lutto per Bologna, nel 1980 un attentato terroristico di matrice fascista coperto da settori politici dello stato italiano colpi e straziò la città di Bologna.
Quella bomba chiudeva una stagione politica, contraddistinta da forti movimenti sociali e politici che conquistarono nuovi diritti e garanzie per le fasce popolari, che venne ostacolata dalle stragi fasciste e da migliaia di arresti di compagni e compagne.

Oggi è importante ricordare e chiedere che venga fatta luce sui veri mandanti della strage di Bologna, una strage che colpiva la popolazione e la stessa democrazia.

Oggi molti anni sono passati e come spesso succede il ricordo ha preso il posto della ricorrenza rituale, nulla è stato ancora fatto rispetto alla verità su quei tragici fatti, molti governi di varia matrice si sono susseguiti ma il medesimo muro di gomma è stato eretto.

Bologna veniva colpita in quanto città democratica e civile, oggi la città si è profondamente modificata. Non esiste più quel modello economica su cui si reggeva e neppure quella classe politica. Oggi di fronte alla crisi l’unica soluzione che si paventa è la criminalizzazione della precarietà sociale diffusa. Quella diversità rispetto alle amministrazioni democristiane, mafiose e consociative oggi non esiste più.

In questi ultimi mesi la crisi ha investito prepotentemente il settore industriale e i servizi creando una nuova schiera di precari e disoccupati che hanno ingrossato il numero di inquilini in emergenza abitativa. Si sono susseguite lotte, promosse dai movimenti per il diritto all’abitare, e proposte per un nuovo piano casa fondato sugli interessi popolari contrapposto agli interessi degli speculatori e della rendita. Tuttavia la politica e l’amministrazione, giocando di sponda con le scelte del governo centrale, non hanno fatto nulla, anzi hanno istigato una guerra tra poveri lacerando ancor di più il tessuto sociale.

Difendere oggi la democrazia sul nostro territorio vuol dire difendere i diritti sociali e civili, vuol dire rendersi conto che senza giustizia sociale non c’è legalità. La nostra nuova democrazia è partecipazione è solidarietà è uguaglianza.

PER I DIRITTI SOCIALI E CIVILI

PER IL DIRITTO ALL’ABITARE DI TUTTI E TUTTE

BOLOGNA PRENDE CASA

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